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A proposito del Giardino Profumato di An-Nafzawi e la radice di "dakar"

2 min di lettura
Travel Nature Life
Regarding The Perfumed Garden of An-Nafzawi and the root of 'dakar'
Posted Sat Oct 24 2026
Updated Sun Oct 25 2026

Qualche giorno fa mi sono ritrovato in mano un testo, e forse l'unico, di un certo Muhammad An-Nafzawi, un tunisino che, nel XV secolo, ebbe la felice idea di scrivere una sorta di Kama Sutra arabo. Ecco, io quel libro me lo sono procurato, perché da sempre sono attratto non tanto dal sesso (quello è scontato e pur naturale) ma dal modo in cui una data cultura, in un dato periodo, pensa e riflette su un qualcosa di piuttosto comune, come appunto può essere il sesso, il cibo, l'amicizia, o la famiglia, tanto per farvi un esempio.

Il Giardino Profumato - Muhammad An-Nafzawi

Io questo libro me lo son letto per bene, e devo dire che dentro ci ho trovato un po' di roba interessante.

Innanzitutto posso dire che si tratta di un testo piuttosto variegato, perché oltre a fornire una serie di saggi incentrati sul delineare i canoni morali ed estetici di uomini e donne, mette a disposizione del lettore anche interessanti favolette erotiche dal clima piuttosto moraleggiante ma colorato.

Chi invece ha un po' di familiarità con l'Islam resterà sorpreso dal fatto che, come per i 99 nomi/attributi di Dio, in questo libro il sesso viene trattato con la stessa attenzione, godendo di una serie di nomi che definiscono gli attributi sia dell'organo maschile che di quello femminile sulla base delle qualità intrinseche di partenza, come per esempio l'esser battitore (al-habbāt) ed esterno (ad-dahhāl) nel caso del pene, o l'esser taciturna (as-sakkūt) e profonda (al-magūr) nel caso della vulva.

Quello che mi ha colpito particolarmente è stato proprio uno di questi nomi, ad-dakar, ovvero "l'uomo" o "il membro virile" la cui radice sembrerebbe essere, secondo il consueto schema dell'estrazione delle consonanti (dh-k-r) la parola dhikr, che significa proprio "ricordo", "memoria", "tenere a mente". Siamo quindi di fronte a una originale parola araba la cui radice è connessa semanticamente con la parola derivata da una correlazione piuttosto interessante di cose: la memoria e il membro virile. Sembra infatti che questo sia dovuto al fatto che la memoria si riferisca anche alla continuità della discendenza, la quale veniva resa possibile appunto tramite il maschio, cioè il portatore del nome e della stirpe del clan nel mondo antico e tribale in cui questa società si era formata.

L'associazione di fallo e memoria mi ha decisamente colto impreparato, tant'è che inizialmente sono andato a perdermi all'interno di tragitti filosofici e metafisici di insondabile mistero, ma in fin dei conti, alla fin fine, tutto si è ridotto ben presto alla consapevolezza, chiara e saggia, della ben evidente praticità di questo brillante incontro semantico che non conoscevo affatto.

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